Impianti di spegnimento a gas chimico HFC-23 (FE-13)

La manutenzione dei sistemi di spegnimento a gas HFC-23 è richiamata dal D.P.R. 37/98, dal D.M. 10.03.98 ed è resa praticamente obbligatoria dal D.lgs. n.81 del 2008 dove si cita l’obbligo di mantenere in efficienza tutti i presidi antincendio, infatti il decreto prevede che “gli interventi di manutenzione ed i controlli sugli impianti e sulle attrezzature di protezione antincendio devono essere effettuate nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, delle norme di buona tecnica emanate dagli organismi di normalizzazione o europei o, in assenza di dette norme di buona regola tecnica, dalle istruzioni fornite dal fabbricante e/o installatore”.

Oltre che in accordo con i suddetti decreti ministeriali e legislativi, la manutenzione degli impianti di spegnimento a gas HFC-23 è da effettuare soprattutto in accordo con la Normativa UNI 11280:2012.

La presente norma espone le procedure per la sorveglianza, il controllo e la revisione degli impianti di spegnimento a gas estinguente ed introduce con chiarezza lo scopo principale delle attività di manutenzione, che consiste nella verifica della funzionalità degli impianti e non nella verifica della loro efficacia. La manutenzione degli impianti è strutturata in tre fasi distinte, con differenti periodicità di intervento: sorveglianza, controllo e revisione.

Prospetto scadenze manutenzione impianti di spegnimento a gas estinguente.

 FASI PERIODICITÀ
Sorveglianza Ogni 7 giorni
Controllo Ogni 6 mesi
Verifica generale del sistema (ex Revisione) Ogni 10 anni

Sorveglianza

La sorveglianza, consiste in una misura di prevenzione atta a controllare l’impianto settimanalmente tramite l’effettuazione dei seguenti accertamenti:

  • Verifica dei valori di pressione indicati dai manometri, posti sulle valvole delle bombole, mediante il confronto dei valori rilevati con quelli indicati sul libretto di uso e manutenzione dal costruttore dell’impianto (detti valori devono tenere conto della temperatura ambientale).
  • Per gli impianti a biossido di carbonio, se l’impianto è dotato di sistema di pesatura automatico, verifica dell’assenza di segnalazioni di bombola scarica.
  • Verifica che il dispositivo di sicurezza presente sul comando di attivazione manuale sia inserito.
  • Verifica di assenza di segnalazioni di guasto o anomalia sulla centrale di rivelazione.

Controllo periodico (Ispezione)

L'azienda incaricata della manutenzione deve effettuare il controllo periodico con la periodicità minima indicata nella normativa in vigore, utilizzando tecnici qualificati. Il controllo consiste in una misura di prevenzione atta a verificare la corretta funzionalità dell'impianto. L'utente deve conservare una planimetria riportante l'esatta ubicazione dei componenti ed i dati tecnici dell'impianto, che devono essere messi a disposizione del manutentore. Devono inoltre essere eseguiti i controlli e le prove, come di seguito riportato. L'esito dei controlli deve essere allegato all'apposito registro. Il fabbricante deve fornire tutte le indicazioni necessarie per effettuare il controllo. Le anomalie riscontrate devono essere sempre eliminate, in caso contrario l'impianto deve essere dichiarato non funzionante e le cause comunicate al responsabile dell'impianto. Nota L'emissione di un documento attestante la messa fuori servizio dell'impianto soddisfa il requisito di comunicazione richiesto al punto precedente. Devono essere utilizzati unicamente componenti conformi alla norma di prodotto pertinente per sostituire quelli giudicati inutilizzabili. La persona qualificata deve segnalare la presenza di prodotti non corrispondenti alle norme tecniche vigenti.

9.1 Procedura per il controllo del sistema di rivelazione
Fare riferimento alla modalità di controllo prescritta nella UNI 11224. Controllare:

  • Capacità della centrale di attivare i mezzi di allarme.
  • Capacità ricezione allarmi provenienti da dispositivi automatici e manuali.
  • Efficienza di tutte le segnalazioni ottiche ed acustiche della centrale.
  • Assorbimento dell’impianto ad essa collegato.
  • Efficienza dell’alimentatore e delle batterie e verifica relativa autonomia.

9.2 Procedura per il controllo dell'impianto di estinzione
Di seguito sono descritte le operazioni minime da effettuare per il controllo del sistema di estinzione incendi.

9.2.1 Locale protetto
verificare che le dimensioni del locale protetto non siano variate rispetto al progetto depositato presso l'utente. Dove si dovesse accertare che sono avvenuti cambiamenti significativi al volume protetto o al tipo di rischio contenuto nel volume protetto, il sistema deve essere nuovamente progettato per garantire la protezione del locale.

9.2.2 Verifica integrità del locale
Nel caso in cui siano disponibili i rapporti di prova dell'integrità del locale e la dichiarazione del responsabile dell'impianto che nulla è stato variato dalla data del suddetto rapporto, non è richiesta la ripetizione della prova con ventilatore sulla porta. In caso contrario, ai fini della verifica dell'integrità del locale deve essere effettuata la prova con ventilatore sulla porta come specificato nell'appendice E della UNI EN 15004-1:2008, o una prova di scarica completa. Dove la prova di integrità riveli che il locale non sia in grado di contenere l'agente estinguente per il necessario tempo di permanenza, si devono attuare immediate azioni correttive ed eventuale nuova progettazione e conseguente modifica dell'impianto.

9.2.3 Serrande
Verificare il corretto funzionamento delle serrande, se presenti, e dei relativi dispositivi di chiusura.

9.2.4 Porte e finestre
Verificare che le porte e le finestre non siano aperte o che le stesse siano dotate di sistemi automatici di chiusura.

9.2.5 Condizionamento
Verificare che i sistemi di condizionamento possano essere disattivati al momento dell'attivazione del sistema di spegnimento come indicato nel progetto.

9.2.6 Rete di distribuzione ed ugelli di erogazione

9.2.6.1 Stato dell'impianto
Verificare che lo stato attuale dell'impianto sia conforme al progetto originale (assenza di modifiche ed ampliamenti).

9.2.6.2 Tubazioni di distribuzione
Controllare visivamente lo stato delle tubazioni, dei raccordi, degli ugelli e verificare che non vi siano segni di corrosione.

9.2.6.3 Fissaggio tubazioni
Verificare visivamente il fissaggio e la stabilità delle tubazioni e dei raccordi.

9.2.6.4 Ugelli erogatori
Verificare che gli ugelli erogatori siano liberi da ostacoli o ostruiti da materiali che possono ridurre la corretta distribuzione dell'agente estinguente. Controllare che le dimensioni e le forature, debitamente stampigliate sull'ugello, siano conformi al progetto originale.

9.2.7 Gruppo bombole

9.2.7.1
Verificare la conformità al progetto originale del numero e capacità delle bombole installate, nonché i valori di pressione, tipo e quantità dell'agente estinguente.

9.2.7.2
Verificare il corretto staffaggio delle bombole alla rastrelliera e del collettore di mandata.

9.2.7.3
Richiedere al responsabile se la temperatura del locale di stoccaggio delle bombole si mantiene entro i limiti indicati nel manuale del fabbricante.

9.2.7.4
Controllare la data di collaudo punzonata sulle bombole.

9.2.7.5
Controllo del contenuto del contenitore come segue:

  • Gas liquefatti: per le sostanze estinguenti a base di alogenati, se una bombola mostra una perdita di una quantità di sostanza estinguente maggiore del 5% o una perdita di pressione (compensata per la temperatura) maggiore del 10% deve essere nuovamente riempita o sostituita. I manometri eventualmente usati a questo scopo devono essere confrontati almeno una volta all'anno con un dispositivo campione dotato di certificato di taratura valido. Per gli impianti a CO2 (biossido di carbonio) e HFC 23 (trifluorometano), con sistema di pesatura in automatico, verificare l'assenza di segnalazioni di guasto o anomalia sulla centrale di rivelazione. I sistemi di pesatura devono essere confrontati almeno una volta all'anno con un dispositivo campione dotato di certificato di taratura valido. Possono essere utilizzati in alternativa altri sistemi di controllo. Tali sistemi devono disporre di certificato di taratura valido (per esempio dispositivo elettronico di indicazione del livello del liquido).
  • Gas non liquefatti: per le sostanze estinguenti a base di gas inerti che non siano liquefatte, la pressione è un'indicazione della quantità di sostanza estinguente. Se una bombola contenente sostanze estinguenti a base di gas inerte mostra una perdita di pressione (compensata per la temperatura) maggiore del 10% deve essere nuovamente riempita o sostituita. I manometri eventualmente usati a questo scopo devono essere confrontati almeno una volta all'anno con un dispositivo campione dotato di certificato di taratura valido.

  • Verifica generale del sistema (ex Revisione)

    10.1 Generalità
    L'azienda incaricata della manutenzione deve effettuare la revisione programmata con la periodicità minima indicata nel prospetto 1 utilizzando tecnici qualificati. Nota La revisione (verifica generale) dell'impianto di rivelazione è disciplinata dalla UNI 11224. La revisione programmata consiste in un intervento a scadenza atta a mantenere efficiente l'impianto di estinzione, attraverso una serie di accertamenti ed interventi volti a determinare anche lo stato dei componenti che nella fase di controllo periodico sono solo ispezionati senza smontaggio. Devono essere effettuate le seguenti operazioni.

    10.2
    Esecuzione di tutte le verifiche previste nelle fasi di sorveglianza e controllo.

    10.2.1
    Procedura per la revisione parte meccanica

    10.2.1.1
    Pulizia interna delle tubazioni mediante soffiatura con gas compresso.

    10.2.1.2
    Smontaggio delle bombole e dei connettori di collegamento al collettore.

    10.2.1.3
    Smontaggio dei connettori della linea pneumatica di attuazione.

    10.2.1.4
    Smontaggio del collettore di raccolta gas contenuto nelle bombole.

    10.2.1.5
    Smontaggio delle valvole di non ritorno e delle valvole di ritegno.

    10.2.1.6
    Smontaggio delle valvole direzionali e loro attuatori.

    10.2.1.7
    Smontaggio dalle bombole delle valvole di scarica e loro attuatori.

    11.2.1.8
    Pressatura idraulica delle valvole di scarica ed attuatori a 1,5 volte la pressione di esercizio o loro sostituzione.

    10.2.1.9
    Ricollaudo idraulico delle bombole secondo la legislazione vigente da parte del Centro di ricarica e/o collaudo qualificato.

    10.2.1.10
    Pressatura idraulica dei connettori (tubazione flessibile e/o rigida di scarica, attuazione o servocomando), delle valvole di non ritorno e ritegno a 1,5 volte la pressione di esercizio o loro sostituzione.

    10.2.1.11
    Pressatura idraulica del collettore di raccolta gas contenuto nelle bombole a 1,5 volte la pressione di esercizio o sua sostituzione.

    10.2.1.12
    Sostituzione delle guarnizioni di tenuta (ove applicabile).

    10.2.1.13
    Controllo della funzionalità e leggibilità degli indicatori di pressione e della loro precisione con strumento tarato avente le caratteristiche in accordo alla UNI EN 837-1 e dotato di certificato di taratura valido.

    10.2.1.14
    Verifica del grado di tenuta del locale mediante esecuzione di prova con ventilatore sulla porta (vedere appendice E della UNI EN 15004-1:2008).

    10.2.1.15
    Sostituzione e ricarica dell'agente estinguente da parte del Centro di ricarica e/o collaudo qualificato, da effettuarsi con frequenza almeno pari a quella indicata nel prospetto 2.


    I requisiti necessari per verificare l’idoneità tecnico professionale dell’impresa a cui affidare il servizio di manutenzione

    • DURC – Documento Unico di Regolarità Contributiva. Il DURC garantisce che l’impresa sia in regola con il versamento dei contributi obbligatori, sollevando per altro il committente dalla responsabilità solidale, vigente anch’essa, riguardo al mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali ed assicurativi.
    • Dichiarazione dell’organico medio-annuo ed organigramma dell’impresa. Questa dichiarazione ha la finalità di verificare l’effettiva forza lavoro dell’impresa e le sue capacità organizzative, comprendenti per esempio, la presenza di preposti e/o dirigenti in grado di vigilare sulla sicurezza dei lavori affidati all’impresa.
    • Nominativi delle figure della sicurezza (RSPP – RLS – Medico Competente) e copie degli attestati di avvenuta formazione. Questi documenti garantiscono che l’impresa ha effettivamente adempiuto ai requisiti di base della normativa in materia di sicurezza. La conoscenza di tali nominativi sarà in ogni caso utile nella successiva fase di redazione del DUVRI.
    • Curriculum dell’impresa. Un curriculum per accertare l’esperienza dell’impresa che contenga l’elenco dei servizi di manutenzione delle attrezzature ed impianti antincendio, eseguiti negli ultimi tre anni.
    • Relazione degli infortuni e delle malattie professionali dichiarate negli ultimi tre anni: è questo un dato molto rilevante poiché caratterizza fortemente la tendenza infortunistica dell’impresa.
    • Possesso di una certificazione BS OHSAS 18001 – Sistema di gestione per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. È una certificazione rilasciata da un organismo di certificazione accreditato che attesta che l’impresa è in possesso di un modello di organizzazione e di gestione di cui all’articolo 30 del D.lgs. n. 81/2008, esimente dalla responsabilità amministrativa delle imprese.
    • Attestati di formazione dei lavoratori ed elenco dei dispositivi di protezione individuali. Atto a verificare il rispetto da parte dell’impresa degli adempimenti di base previsti dalla norma.
    • Elenco delle macchine ed attrezzature che l’impresa intende impiegare per lo svolgimento del lavoro, dichiarazione se esse sono di proprietà o meno dell’impresa e presenza o meno del marchio CE, simile elenco è anch’esso indice della professionalità dell’impresa e della sua capacità di saper prevedere con quali modalità svolgere il lavoro che le sarà assegnato. Inoltre, in alcuni casi, il possesso di alcune macchine o attrezzature, che sono state in passato oggetto di importanti investimenti per l’impresa, potrebbe servire a giustificare il costo più o meno basso dell’offerta economica presentata, dato che se esso è già stato ammortizzato, l’impresa sarà in grado di fare offerte più basse rispetto alla concorrente che dovrà provvedere al suo noleggio.
    • Riduzione premio INAIL. Copia della lettera di riduzione del premio infortunistico INAIL nel primo biennio di attività o, in alternativa, dopo il primo biennio ai sensi degli artt. 20 e 24 – Modalità di Applicazione della Tariffa dei premi INAIL – approvata con D.M. 12 dicembre 2000 (per le imprese soggette al D.P.R. 602/1970, tale riduzione può essere applicata solo per i dipendenti).
    • Provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Dichiarazione che attesti che l’impresa non ha subito provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale previsti dall’articolo 14 del D.lgs. n. 81/2008 (per utilizzo di manodopera non regolare o per gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
    • Gestione rifiuti. Dichiarazione che attesti il rispetto delle disposizioni previste dal D.lgs. n.152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”.

Impianti di spegnimento a gas chimico HFC-23 (FE-13)

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