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Assistenza sistemi di evacuazione fumi e calore

Essendo anche gli E.F.C. degli impianti di protezione incendi, devono pertanto rispettare quanto indicato nei D.P.R. n.37 12 gennaio 1988 e D.M. 10 marzo 1998 art. 4 “Controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio” e “Controllo e manutenzione sulle misure di protezione antincendio”.

Le operazioni di manutenzione riguardanti gli E.F.C. devono essere svolte dall’azienda produttrice o da azienda di manutenzione con controlli periodici e regolari.  In quest’ottica i produttori hanno l’obbligo di fornire al momento della consegna degli E.F.C. il manuale d’installazione, di uso e di manutenzione come previsto dal DM 10 dicembre 01.

Nonostante le aziende produttrici occupino un posto di rilievo nell’attività di manutenzione degli E.F.C., la norma di riferimento per la manutenzione degli E.F.C. resta comunque la UNI 9494.

Per una corretta manutenzione i costruttori di evacuatori di fumo e calore consigliano di effettuare con controlli periodici e regolari le operazioni riportate nella seguente tabella.

Inoltre i risultati delle verifiche periodiche devono essere registrati sui libri di manutenzione conservati sia dalla Società che effettua la manutenzione sia dal titolare dell’Azienda o responsabile della sicurezza aziendale
a cui si effettua la manutenzione.

Di seguito è riportata la scheda tecnica contenente le operazioni di manutenzione da porre in essere per i sistemi di evacuazione fumi e calore.

Tabella A – Manutenzione sistemi di evacuazione fumi e calore.

TIPO REVISIONE TEMPO MASSIMO CONTROLLO TEMPO MASSIMO SOSTITUZIONE
Evacuatore 6 mesi
Cartuccia CO2 6 mesi
Valvola termica 6 mesi
Molle e spillo di armamento 6 mesi 24 mesi
Carica pirotecnica 6 mesi 24 mesi
Sistema di rivelazione 6 mesi

"Controllo iniziale" secondo UNI 9494-3 composto da due fasi

  • Verifica documentale e visiva
  • Controllo funzionale

Verifica documentale e visiva

La verifica documentale occorre per verificare la rispondenza del sistema al progetto esecutivo e all'identificazione dei componenti, mentre quella visiva serve ad accertarsi dei corretti collegamenti meccanici ed elettrici. Questo controllo ha anche lo lo scopo di:

  • Verificare la corretta installazione e cablaggio dei singoli componenti;
  • Verificare la corretta posa delle condotte ed il loro collegamento agli evacuatori SEFFC.
  • e in sostanza,che ogni parte dell'impianto sia stata realizzata a perfetta regola d'arte e che non ci siano impedimenti al corretto funzionamento del sistema.


    Verifica funzionale sui componenti del SEFC

    Una volta fatto questo si può procedere alla verifica funzionale, cioè ad una serie di prove sui singoli componenti allo scopo di accertarsi che le logiche di funzionamento siano conformi a quanto previsto dai documenti di progetto e verificare l'efficacia dei comandi di alimentazione, controllo e segnalazione.


    Metodologia della sorveglianza

    Deve essere effetttuata dal personale opportunamente formato ed incaricato, normalmente presente nelle aree interessate. Il controllo dovrà essere sia visivo, sia sul campo per accertarsi che apparecchiature e componenti siano in condizioni operative ordinarie, sia sul quadro di controllo e comando e su tutti gli apparati di segnalazione e/o ripetizione periferici.


    Documentazione di manutenzione

    Nell'esecuzione della manutenzione è necessario ed opportuno effettuare la registrazione di ogni attività eseguita in specifiche chek-list (in allegato alla norma UNI 9494-3) per testimoniare e prendere nota di quanto effettuato.

    Nonostante la manutenzione degli E.F.C. debba essere svolta attraverso controlli periodici e regolari nel rispetto di tutte le operazioni che rientrano in questa fase da parte dei tecnici manutentori, la responsabilità maggiore resta comunque dell’azienda o del titolare della medesima a cui spetta la decisione più importante, e cioè la scelta della società a cui affidare le attività di manutenzione sulle proprie attrezzature ed impianti antincendio.


    I requisiti necessari per verificare l’idoneità tecnico professionale dell’impresa a cui affidare il servizio di manutenzione

    • DURC – Documento Unico di Regolarità Contributiva. Il DURC garantisce che l’impresa sia in regola con il versamento dei contributi obbligatori, sollevando per altro il committente dalla responsabilità solidale, vigente anch’essa, riguardo al mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali ed assicurativi.
    • Dichiarazione dell’organico medio-annuo ed organigramma dell’impresa. Questa dichiarazione ha la finalità di verificare l’effettiva forza lavoro dell’impresa e le sue capacità organizzative, comprendenti per esempio, la presenza di preposti e/o dirigenti in grado di vigilare sulla sicurezza dei lavori affidati all’impresa.
    • Nominativi delle figure della sicurezza (RSPP – RLS – Medico Competente) e copie degli attestati di avvenuta formazione. Questi documenti garantiscono che l’impresa ha effettivamente adempiuto ai requisiti di base della normativa in materia di sicurezza. La conoscenza di tali nominativi sarà in ogni caso utile nella successiva fase di redazione del DUVRI.
    • Curriculum dell’impresa. Un curriculum per accertare l’esperienza dell’impresa che contenga l’elenco dei servizi di manutenzione delle attrezzature ed impianti antincendio, eseguiti negli ultimi tre anni.
    • Relazione degli infortuni e delle malattie professionali dichiarate negli ultimi tre anni: è questo un dato molto rilevante poiché caratterizza fortemente la tendenza infortunistica dell’impresa.
    • Possesso di una certificazione BS OHSAS 18001 – Sistema di gestione per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. È una certificazione rilasciata da un organismo di certificazione accreditato che attesta che l’impresa è in possesso di un modello di organizzazione e di gestione di cui all’articolo 30 del D.lgs. n. 81/2008, esimente dalla responsabilità amministrativa delle imprese.
    • Attestati di formazione dei lavoratori ed elenco dei dispositivi di protezione individuali. Atto a verificare il rispetto da parte dell’impresa degli adempimenti di base previsti dalla norma.
    • Elenco delle macchine ed attrezzature che l’impresa intende impiegare per lo svolgimento del lavoro, dichiarazione se esse sono di proprietà o meno dell’impresa e presenza o meno del marchio CE, simile elenco è anch’esso indice della professionalità dell’impresa e della sua capacità di saper prevedere con quali modalità svolgere il lavoro che le sarà assegnato. Inoltre, in alcuni casi, il possesso di alcune macchine o attrezzature, che sono state in passato oggetto di importanti investimenti per l’impresa, potrebbe servire a giustificare il costo più o meno basso dell’offerta economica presentata, dato che se esso è già stato ammortizzato, l’impresa sarà in grado di fare offerte più basse rispetto alla concorrente che dovrà provvedere al suo noleggio.
    • Riduzione premio INAIL. Copia della lettera di riduzione del premio infortunistico INAIL nel primo biennio di attività o, in alternativa, dopo il primo biennio ai sensi degli artt. 20 e 24 – Modalità di Applicazione della Tariffa dei premi INAIL – approvata con D.M. 12 dicembre 2000 (per le imprese soggette al D.P.R. 602/1970, tale riduzione può essere applicata solo per i dipendenti).
    • Provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Dichiarazione che attesti che l’impresa non ha subito provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale previsti dall’articolo 14 del D.lgs. n. 81/2008 (per utilizzo di manodopera non regolare o per gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
    • Gestione rifiuti. Dichiarazione che attesti il rispetto delle disposizioni previste dal D.lgs. n.152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”.

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