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Assistenza serramenti tagliafuoco e uscite di sicurezza

Le uscite di sicurezza, così come i portoni e le porte taglia fuoco, sono elementi fondamentali in un fabbricato per la salvaguardia delle persone in caso di emergenza. garantiscono l’ esodo del personale, compartimentando le aree e rallentando la propagazione di fumi e fiamme.

TVL Group è in grado di erogare un servizio di assistenza ed installazione completo per tutti i tipi di infissi tagliafuoco e vie di esodo.In questa sezione verranno descritte le modalità e le fasi per una corretta manutenzione dei serramenti di questa categoria.

La manutenzione delle porte tagliafuoco e di esodo è prevista dal D.M. 10.03.1998 e dal Testo Unico sulla Sicurezza d.lgs. n.81 del 2008 e dalla norma UNI 11473-1:2013 che evidenziano come i datori di lavoro hanno l’obbligo di mantenere in stato di efficienza le chiusure di sicurezza antincendio e di effettuare verifiche di controllo ed interventi di manutenzione, secondo le cadenze temporali indicate dal Comando dei Vigili del Fuoco, nel certificato di prevenzione incendi.

Uno degli aspetti più importanti e meno controllati durante le attività di manutenzione delle porte tagliafuoco e di esodo (uscite di sicurezza) è quello relativo alla pressione necessaria che deve essere utilizzata per aprire le porte. Una porta che per aprirsi ha bisogno di una forza eccedente le capacità delle persone medie (senza considerare le esigenze delle persone anziane o di altre necessità particolari) è inutilizzabile. I dispositivi di apertura a spinta devono essere conformi alle norme UNI EN 1125 (Accessori per serramenti – Dispositivi antipanico per uscite di sicurezza azionati mediante una barra orizzontale – Requisiti e metodi di prova) e UNI EN 179 (Accessori per serramenti – Dispositivi per uscite di emergenza azionati mediante maniglia a leva o piastra a spinta per l’utilizzo sulle vie di fuga – Requisiti e metodi di prova).

Nel dettaglio, il decreto stabilisce in quali attività devono essere installati dispositivi per uscite di emergenza conformi alla norma UNI EN 179:2008, azionati mediante maniglia a leva o piastra a spinta, che sono:

  • Attività aperte al pubblico la cui porta è utilizzabile da meno di 10 persone;
  • Attività non aperte al pubblico la cui porta è utilizzabile da un numero di persone da 10 a 25;

e in quali condizioni sono obbligatori dispositivi conformi alle norme UNI EN 1125, che sono:

  • Attività aperte al pubblico la cui porta è utilizzabile da 10 o più persone;
  • Attività non aperte al pubblico la cui porta è utilizzabile da più di 25 persone;
  • Vie di fuga da locali con lavorazioni e materiali che comportino pericoli di esplosione e specifici rischi d’incendio con più di 5 addetti.

Per quanto riguarda la forza minima da applicare per aprire le porte, una nota ministeriale (8 maggio 2008 – Porte installate su uscite di piano e lungo le vie di esodo. Richiesta di chiarimenti normativi) chiarisce che l’installazione corretta di tali dispositivi (solo sulle porte per le quali il dispositivo è stato progettato ed installato) determina la forza necessaria per lo sgancio delle porte. Tale forza è variabile in relazione alle differenti condizioni di esercizio. Le forze applicate sulla barra di spinta che consentono lo sgancio di porte dotate di dispositivo di apertura antipanico conforme alla norma UNI EN 1125 sono:

  • Porta non sottoposta a pressione sull’anta: 80 N (120 N nel caso di dispositivo corroso);
  • Porta sottoposta a pressione sull’anta: 220 N.

I dubbi riguardanti la forza da imprimere per l’apertura delle porte tagliafuoco con maniglione antipanico hanno portato ad un’ulteriore operazione che deve essere svolta tra i molteplici interventi di manutenzione e che consiste nella misurazione con apposito strumento dinamometrico della forza necessaria all’apertura del maniglione antipanico espressa in Nw. Una volta che i dispositivi sono stati installati, le istruzioni vanno consegnate all’utilizzatore, che dovrà conservarle ed utilizzarle per le necessarie operazioni di manutenzione.

Affinché vengano garantite le prestazioni in conformità alla certificazione è necessario che i controlli di manutenzione ordinaria vengano effettuati ad intervalli non maggiori di un mese, verificando periodicamente che tutti i componenti del sistema siano ancora conformi all’elenco dei componenti forniti all’origine.

Inoltre la manutenzione dei dispositivi deve essere realizzata attraverso l’osservanza da parte del titolare dell’attività dei seguenti adempimenti:

  • Conservare la dichiarazione di corretta installazione;
  • Effettuare la corretta manutenzione del dispositivo osservando tutte le istruzioni per la manutenzione fornite dal produttore del dispositivo stesso;
  • Annotare le operazioni di manutenzione e controllo nell’apposito Registro dei Controlli che deve essere tenuto a disposizione del comando dei VV.F.

Porte tagliafuoco

  • Controllo visivo dello stato della porta;
  • Controllo presenza marchio di conformità (targhetta) apposto dal produttore;
  • Controllo esistenza ritegni impropri (estintori, zeppe, porta ombrelli, ecc);
  • Prove di chiusura della porta (n.A);
  • Controllo fissaggio, telaio e ante;
  • Controllo e ingrassatura generale;
  • Controllo e regolazione dello scrocco, serrature, maniglia esterna, maniglione antipatico;
  • Controllo e regolazione molle di chiusura e chiudi porta aerei;
  • Verifica che il maniglione antipatico sia marchiato CE, se presente;
  • Controlo funzionalità elettromagneti, se presenti;
  • Controllo finale dell'intera porta e prova generale con chiusura della stessa;
  • Firma del tecnico sul cartellino di manutenzione applicato sulla porta;
  • Indicazione su apposito rapporto dei dati di rilevati su singola porta;

Portoni tagliafuoco

  • Controllo visivo dello stato del portone;
  • Controllo presenza marchio di conformità (targhetta) apposto dal produttore;
  • Controllo esistenza ritegni impropri (estintori, zeppe, porta ombrelli, ecc)
  • Prove di chiusura del portone;
  • Smontaggio del carter di protezione, in lamiera d'acciaio, della guida superiore e verifica dell'efficienza dei carrelli di scorrimento ad attrito ridotto;
  • Verifica della tensione della fune in acciaio collegata al contrappeso di chiusura, tarabile a seconda del peso del portone stesso;
  • Controllo della pendenza del portone affinchè la sua accelerazione durante la chiusura non sia eccessiva e quindi incontrollabile;
  • Ingrassatura della fune d'acciaio e delle pulegge di raccordo e rimontaggio carter di protezione;
  • Controllo finale dell'intero portone e prova generale con chiusura dello stesso;
  • Verifica che il maniglione antipatico sia marchiato CE, se presente;
  • Controllo funzionalità elettromagneti, se presenti;
  • Firma del tecnico sul cartellino di manutenzione applicato sul portone;
  • Indicazione su apposito rapporto dei dati di rilevati su singolo portone;

Maniglioni antipanico uscite di sicurezza

  • Verifica generale dello stato del maniglione;
  • Controllo esistenza ritegni impropri (estintori, zeppe, porta ombrelli, ecc);
  • Verifica che il maniglione antipanico sia marchiato CE;
  • Controllo del fissaggio del maniglione all'anta della porta;
  • Controllo e regolazione dello scrocco, serrature, maniglia esterna, maniglione antipatico;
  • Lubrificazione delle parti meccaniche;
  • Prove di funzionalità del maniglione;
  • Firma del tecnico sul cartellino di manutenzione applicato sulla porta;
  • Indicazione su apposito rapporto dei dati di rilevati su singola porta.

I requisiti necessari per verificare l’idoneità tecnico professionale dell’impresa a cui affidare il servizio di manutenzione

  • DURC – Documento Unico di Regolarità Contributiva. Il DURC garantisce che l’impresa sia in regola con il versamento dei contributi obbligatori, sollevando per altro il committente dalla responsabilità solidale, vigente anch’essa, riguardo al mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali ed assicurativi.
  • Dichiarazione dell’organico medio-annuo ed organigramma dell’impresa. Questa dichiarazione ha la finalità di verificare l’effettiva forza lavoro dell’impresa e le sue capacità organizzative, comprendenti per esempio, la presenza di preposti e/o dirigenti in grado di vigilare sulla sicurezza dei lavori affidati all’impresa.
  • Nominativi delle figure della sicurezza (RSPP – RLS – Medico Competente) e copie degli attestati di avvenuta formazione. Questi documenti garantiscono che l’impresa ha effettivamente adempiuto ai requisiti di base della normativa in materia di sicurezza. La conoscenza di tali nominativi sarà in ogni caso utile nella successiva fase di redazione del DUVRI.
  • Curriculum dell’impresa. Un curriculum per accertare l’esperienza dell’impresa che contenga l’elenco dei servizi di manutenzione delle attrezzature ed impianti antincendio, eseguiti negli ultimi tre anni.
  • Relazione degli infortuni e delle malattie professionali dichiarate negli ultimi tre anni: è questo un dato molto rilevante poiché caratterizza fortemente la tendenza infortunistica dell’impresa.
  • Possesso di una certificazione BS OHSAS 18001 – Sistema di gestione per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. È una certificazione rilasciata da un organismo di certificazione accreditato che attesta che l’impresa è in possesso di un modello di organizzazione e di gestione di cui all’articolo 30 del D.lgs. n. 81/2008, esimente dalla responsabilità amministrativa delle imprese.
  • Attestati di formazione dei lavoratori ed elenco dei dispositivi di protezione individuali. Atto a verificare il rispetto da parte dell’impresa degli adempimenti di base previsti dalla norma.
  • Elenco delle macchine ed attrezzature che l’impresa intende impiegare per lo svolgimento del lavoro, dichiarazione se esse sono di proprietà o meno dell’impresa e presenza o meno del marchio CE, simile elenco è anch’esso indice della professionalità dell’impresa e della sua capacità di saper prevedere con quali modalità svolgere il lavoro che le sarà assegnato. Inoltre, in alcuni casi, il possesso di alcune macchine o attrezzature, che sono state in passato oggetto di importanti investimenti per l’impresa, potrebbe servire a giustificare il costo più o meno basso dell’offerta economica presentata, dato che se esso è già stato ammortizzato, l’impresa sarà in grado di fare offerte più basse rispetto alla concorrente che dovrà provvedere al suo noleggio.
  • Riduzione premio INAIL. Copia della lettera di riduzione del premio infortunistico INAIL nel primo biennio di attività o, in alternativa, dopo il primo biennio ai sensi degli artt. 20 e 24 – Modalità di Applicazione della Tariffa dei premi INAIL – approvata con D.M. 12 dicembre 2000 (per le imprese soggette al D.P.R. 602/1970, tale riduzione può essere applicata solo per i dipendenti).
  • Provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Dichiarazione che attesti che l’impresa non ha subito provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale previsti dall’articolo 14 del D.lgs. n. 81/2008 (per utilizzo di manodopera non regolare o per gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
  • Gestione rifiuti. Dichiarazione che attesti il rispetto delle disposizioni previste dal D.lgs. n.152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”.
  • Specificatamente per le operazioni di manutenzione che riguardano gli E.F.C. è bene richiedere all’azienda incaricata dello svolgimento delle attività di manutenzione gli attestati di formazione volti a garantire che il personale impiegato sia perfettamente attrezzato, per caratteristiche personali, equipaggiamento antinfortunistico (come previsto dalla EN 361) e soprattutto per formazione, a svolgere le suddette attività in cantieri sviluppati in altezza, ai sensi del d.lgs n.81 del 2008 Titolo lV, dove sono stati raccolti e riformulati i contenuti dell’ex d.lgs n.494 del 14 agosto 1996, che recepiva nella legislazione italiana la cosiddetta Direttiva Cantieri.

Assistenza serramenti tagliafuoco e uscite di sicurezza

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