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Assistenza segnaletica di sicurezza

La divisione segnaletica TVL Group è in grado di soddisfaretutte le esigenze del cliente proponendo un agamma di prodotti che comprende ogni tipologia di soluzione riferibile al tema della segnaletica. Un servizio che spazia dalla segnaletica antincendio a quella di divieto, alla qualità fino alla sicurezza e al settore più tecnico.

TVL Group gode della disponibilità di un magazzino estremamente fornito che le permette di poter provvedere alle esigenze di ogni settore della vita aziendale, entrando nel dettaglio delle richieste e proponendo prodotti specifici per specifiche evenienze.

Un efficace sistema di approvigionamenti ed efficienzalogistica permottono di garantire un servizio puntualee veloce. Un catalogo costantemente aggiornato, prodotti appositamente selezionati tra i migliori marchi del settore.I prodotti proposti sono tutti certificati secondo le normativevigenti e lo studio di consulenze interno saprà indicare quali prodotti scegliere a seconda del tipo di realtà aziendale.

Il 18 ottobre 2012 è entrata in vigore la norma che prescrive i nuovi segnali di sicurezza. Vediamo il confronto con il Decreto 81 e i nuovi cartelli di obbligo, divieto, pericolo, emergenza e antincendio. La norma contiene una raccolta di simboli armonizzati riconosciuti universalmente.

Come indicato dall’Ente Nazionale di Unificazione “la forma e il colore di ogni segnale di sicurezza sono conformi alla ISO 3864-1 e la progettazione dei segni grafici è conforme alla ISO 3864-3”.

La norma ISO 7010 conteneva già dal 2011 una raccolta di simboli riconosciuti universalmente, uno standard basato su pittogrammi facilmente compresi indipendentemente dalla nazionalità dei lavoratori. Tuttavia l’Italia ha continuato a utilizzare i propri standard UNI.  Ora invece l’armonizzazione dei simboli a livello continentale – con l’adozione in Italia della norma con il nome di UNI EN ISO 7010:2017 – ha un riconoscimento ufficiale anche nel nostro paese.

La nuova normativa UNI EN ISO 7010:2017 sulla segnaletica di sicurezza non vieta la circolazione dei segnali già contenuti nell’allegato XXIV e XXXII del D.lgs. n. 81/2008 e pertanto per la segnaletica già installata non c’è obbligo di modifica. È tuttavia possibile sostituirla con i nuovi cartelli e pittogrammi in conformità con quanto indicato nell’allegato XXV, punto 1.3 del Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nelle attività pubbliche o private, quando, anche a seguito della valutazione dei rischi effettuata in conformità all’art. 28 del D.lgs. n.81/2008, risultano rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure, metodi o sistemi di organizzazione del lavoro, o mezzi tecnici di protezione collettiva, il datore di lavoro fa ricorso alla segnaletica di sicurezza conformemente alle prescrizioni degli allegati XIII e XXIV del Decreto di cui sopra.


La segnaletica di sicurezza utilizza i seguenti cinque tipi di cartelli segnaletici:

  • Cartelli di divieto: vietano dei comportamenti che potrebbero causare pericolo, sono di forma rotonda, con pittogramma nero su fondo bianco; bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra lungo il simbolo, con un inclinazione di 45°) rossi (il rosso deve coprire almeno il 35% della superficie del cartello).
  • Cartelli di avvertimento: avvertono della presenza di un rischio o di un pericolo le persone esposte, sono di forma triangolare, con pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero (il giallo deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello).
  • Cartelli di prescrizione: prescrivono determinati comportamenti necessari ai fini della sicurezza, sono di forma rotonda, con pittogramma bianco su fondo azzurro, (l’azzurro deve coprire almeno il 50% della superficie).
  • Cartelli di salvataggio: forniscono indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio, sono di forma quadrata o rettangolare, pittogramma bianco su fondo verde, (il verde deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello).
  • Cartelli per attrezzature antincendio: forniscono altre indicazioni in materia di prevenzione e sicurezza, in particolare sull’identificazione ed ubicazione dei presidi antincendio. Sono di forma quadrata o rettangolare, con pittogramma bianco su fondo rosso, (il rosso deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello).


Tabella A – Significato e caratteristiche della segnaletica di sicurezza.

CARTELLO

SIGNIFICATO

CARATTERISTICHE

CARTELLI DI DIVIETO Forma rotonda. Pittogramma nero su fondo bianco, bordo e banda rossi. Il rosso deve coprire almeno il 35% della superficie del cartello
CARTELLI DI AVVERTIMENTO Forma triangolare. Pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero
CARTELLI DI PRESCRIZIONE Forma rotonda. Pittogramma bianco su fondo blu. L’azzurro deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello
CARTELLI DI SALVATAGGIO Forma quadrata o rettangolare. Pittogramma bianco su fondo verde. Il verde deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello
CARTELLI ANTINCENDIO Forma quadrata o rettangolare. Pittogramma bianco su fondo rosso

 

Tutti i segnali di sicurezza sono realizzati su supporti di alluminio dello spessore di 0,5/0,7 mm e di PVC. I pittogrammi sono conformi a quanto previsto dalla norma UNI EN ISO 7010:2017.

I cartelli luminescenti vengono realizzati con particolari inchiostri che sono sensibili all’esposizione solare o artificiale e in caso di black-out rilascia la luce assorbita, auto illuminandosi. La capacità di rilasciare la luce assorbita diminuisce gradualmente con il passare delle ore.

Tabella B – Prestazioni e caratteristiche della luminescenza.

DESCRIZIONE PRESTAZIONE
Luminescenza residua dopo 10 minuti con sorgente di 200 lx per 4 minuti Circa 60 mcd/mq
Estinzione della luminescenza Circa 30 ore
Tempo di eccitazione Circa 30 minuti
Resistenza alla luce con irradiazione a 300 W Oltre 1000 ore

 

Ciò di cui è più carente la normativa è l’aspetto tecnico, ovvero l’indicazioni per l’installazioni e la scelta del cartello più adatto. La legge propone una formula per l’individuazione della grandezza del cartello segnaletico, ovvero A = l²/2000 dove A rappresenta la superficie del cartello espressa in metri quadri ed l è la distanza misurata in metri alla quale il cartello deve ancora essere riconoscibile. Di seguito vengono riportate alcune informazioni di carattere pratico sui criteri da seguire per una corretta installazione della segnaletica di sicurezza.


Segnali di attrezzature antincendio

  • Il cartello deve essere situato sopra e non di fianco all’apparecchiatura;
  • Deve essere posizionato circa a 15 cm sopra l’apparecchiatura stessa in modo da poterlo individuare anche in presenza di fumo stratificato;
  • Lungo i corridoi deve essere installato preferibilmente un cartello del tipo a bandiera;
  • Talvolta deve essere installato più di un cartello per individuare una sola apparecchiatura: ciò è utile là dove la struttura dell’edificio non permette la rapida individuazione dell’apparecchiatura a causa di angoli, colonne, pilastri, ostacoli in genere.

Segnali di salvataggio

I segnali di via di esodo e uscite di sicurezza rappresentano un punto fondamentale per la gestione dell’emergenza, per cui ad essi sono dedicati controlli e verifiche sempre più stringenti.

  • I cartelli di direzione della via di esodo devono essere situati ogni 20 – 30 metri di percorso orizzontale;
  • Lungo i corridoi deve essere installato preferibilmente un cartello del tipo a bandiera;
  • I cartelli di uscita di sicurezza devono essere posti su tutte le porte da attraversare lungo una via di fuga e su quelle di uscita verso l’esterno o verso un luogo sicuro. Tali cartelli devono essere preferibilmente del tipo luminoso e dovranno indicare in modo preciso il passaggio attraverso il quale ci si può allontanare e, se possibile, con l’indicazione numerica progressiva dell’uscita di sicurezza.

Segnali di divieto, avvertimento e prescrizione

I segnali di divieto più importanti sono: vietato fumare, vietato usare fiamme libere, vietato ai pedoni, etc.

  • Devono essere sistemati in posizione sopraelevata a circa 2,5 metri da terra, almeno ogni 20 metri di percorso orizzontale;
  • Devono essere posti in modo che siano visibili a tutti i lavoratori in qualunque posto dell’attività lavorino.

I requisiti necessari per verificare l’idoneità tecnico professionale dell’impresa a cui affidare il servizio di manutenzione

  • DURC – Documento Unico di Regolarità Contributiva. Il DURC garantisce che l’impresa sia in regola con il versamento dei contributi obbligatori, sollevando per altro il committente dalla responsabilità solidale, vigente anch’essa, riguardo al mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali ed assicurativi.
  • Dichiarazione dell’organico medio-annuo ed organigramma dell’impresa. Questa dichiarazione ha la finalità di verificare l’effettiva forza lavoro dell’impresa e le sue capacità organizzative, comprendenti per esempio, la presenza di preposti e/o dirigenti in grado di vigilare sulla sicurezza dei lavori affidati all’impresa.
  • Nominativi delle figure della sicurezza (RSPP – RLS – Medico Competente) e copie degli attestati di avvenuta formazione. Questi documenti garantiscono che l’impresa ha effettivamente adempiuto ai requisiti di base della normativa in materia di sicurezza. La conoscenza di tali nominativi sarà in ogni caso utile nella successiva fase di redazione del DUVRI.
  • Curriculum dell’impresa. Un curriculum per accertare l’esperienza dell’impresa che contenga l’elenco dei servizi di manutenzione delle attrezzature ed impianti antincendio, eseguiti negli ultimi tre anni.
  • Relazione degli infortuni e delle malattie professionali dichiarate negli ultimi tre anni: è questo un dato molto rilevante poiché caratterizza fortemente la tendenza infortunistica dell’impresa.
  • Possesso di una certificazione BS OHSAS 18001 – Sistema di gestione per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. È una certificazione rilasciata da un organismo di certificazione accreditato che attesta che l’impresa è in possesso di un modello di organizzazione e di gestione di cui all’articolo 30 del D.lgs. n. 81/2008, esimente dalla responsabilità amministrativa delle imprese.
  • Attestati di formazione dei lavoratori ed elenco dei dispositivi di protezione individuali. Atto a verificare il rispetto da parte dell’impresa degli adempimenti di base previsti dalla norma.
  • Elenco delle macchine ed attrezzature che l’impresa intende impiegare per lo svolgimento del lavoro, dichiarazione se esse sono di proprietà o meno dell’impresa e presenza o meno del marchio CE, simile elenco è anch’esso indice della professionalità dell’impresa e della sua capacità di saper prevedere con quali modalità svolgere il lavoro che le sarà assegnato. Inoltre, in alcuni casi, il possesso di alcune macchine o attrezzature, che sono state in passato oggetto di importanti investimenti per l’impresa, potrebbe servire a giustificare il costo più o meno basso dell’offerta economica presentata, dato che se esso è già stato ammortizzato, l’impresa sarà in grado di fare offerte più basse rispetto alla concorrente che dovrà provvedere al suo noleggio.
  • Riduzione premio INAIL. Copia della lettera di riduzione del premio infortunistico INAIL nel primo biennio di attività o, in alternativa, dopo il primo biennio ai sensi degli artt. 20 e 24 – Modalità di Applicazione della Tariffa dei premi INAIL – approvata con D.M. 12 dicembre 2000 (per le imprese soggette al D.P.R. 602/1970, tale riduzione può essere applicata solo per i dipendenti).
  • Provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Dichiarazione che attesti che l’impresa non ha subito provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale previsti dall’articolo 14 del D.lgs. n. 81/2008 (per utilizzo di manodopera non regolare o per gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
  • Gestione rifiuti. Dichiarazione che attesti il rispetto delle disposizioni previste dal D.lgs. n.152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”.
  • Specificatamente per le operazioni di manutenzione che riguardano gli E.F.C. è bene richiedere all’azienda incaricata dello svolgimento delle attività di manutenzione gli attestati di formazione volti a garantire che il personale impiegato sia perfettamente attrezzato, per caratteristiche personali, equipaggiamento antinfortunistico (come previsto dalla EN 361) e soprattutto per formazione, a svolgere le suddette attività in cantieri sviluppati in altezza, ai sensi del d.lgs n.81 del 2008 Titolo lV, dove sono stati raccolti e riformulati i contenuti dell’ex d.lgs n.494 del 14 agosto 1996, che recepiva nella legislazione italiana la cosiddetta Direttiva Cantieri.

Assistenza segnaletica di sicurezza

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